Monday 23 january 2012 1 23 /01 /Gen /2012 21:58

 

 

Monumento ai ferrovieri e ai deportati ebrei allastazione di Milano Centrale

Binario 21 è un luogo della memoria di Milano collegato alla Shoah e alle persecuzioni di cittadini

italiani aderenti all'ebraismo perpetrate durante laseconda guerra mondiale per mano nazifascista 

in esecuzione delle leggi razziali fasciste.

Fu dal Binario 21 - un binario ferroviario situato nei sotterranei della Stazione di Milano Centrale,

Memoriale dell'Olocausto ebraico - che il 30 gennaio 1944 circa 650 ebrei tenuti in prigionia nel 

carcere di San Vittore vennero avviati al campo di concentramento di Auschwitzovvero verso

morte certa (solo una ventina riusciranno a tornare vivi dal lager).

I deportati vennero trasferiti su camion telati fino ai sotterranei della centrale, con accesso da via

Ferrante Aporti.

Tra di loro vi erano più di 40 bambini, tra cui Sissel Vogelman e Liliana Segre, sopravvissuta.

La più anziana era Esmeralda Dina, di 88 anni.

Un precedente trasferimento di circa 250 ebrei verso il campo di concentramento si era avuto il 

6 dicembre 1943; un ulteriore invio si sarebbe poi avuto nel maggio del 1944.

Il restauro dell'area sotterranea del binario 21 e l'adattamento a museo-memoriale, è iniziato nel

gennaio 2010 

Al Binario 21 sono stati dedicati diversi lavori documentaristici e letterari, fra cui il film documentario 

Fratelli d'Italia? e l'omonimo lavoro teatrale di Moni Ovadia Binario 21. Il canto del popolo ebraico

massacrato, realizzato con Felice Cappa e liberamente tratto dall'omonimo poema di Yitzhak

Katzenelson, uno dei sopravvissuti ad Auschwitz.

 

Di ginoseravalle - Pubblicato in : società - Community : Sapere 2.0
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Monday 23 january 2012 1 23 /01 /Gen /2012 21:21

La Cina entra nell'anno del Drago. Da Pechino a Bangkok, da Seul a Singapore si susseguono i festeggiamenti, con fuochi d'artificio, feste di strada e danze tradizionali. Assieme alla Cina, si celebra la ricorrenza a Hong Kong, Macao e Taiwan, in Vietnam, Giappone, Corea, Singapore e presso tutte le comunità cinesi nel mondo, da New York a Toronto, da Melbourne all’Indonesia, Thailandia, Malaysia. Il Drago, ricco di positività, è l'unica creatura mitologica dello Zodiaco cinese ed è associato alla forza, alla salute, all'armonia e alla fortuna. Migliaia di persone visitano templi per accendere incenso e partecipano a feste in famiglia. Per molti l'inizio dell'anno del Drago è infatti un'occasione per riunire tutta la famiglia e in tanti hanno passato diverse ore stipati su treni o autobus per raggiungere la casa. In passato il drago era simbolo riservato all'imperatore della Cina, mentre ora è considerato un segno di buon auspicio. 

 

Per l'oroscopo 2012 occidentale, il 2012 sarà per metà l'anno dei segni di terra (Toro, Vergine e Capricorno) e per metà, l'anno dei segni di aria (Gemelli, Bilancia e Acquario). Giove starà tra il Toro ed i Gemelli, mentre, per gran parte dell'anno Saturno si troverà in Bilancia.

Per la Cina, che con il suo miliardo e trecento milioni circa di abitanti, occupa una buona fetta dell'intera popolazione mondiale, il 2012 sarà un anno importante, perché sarà l'anno del Drago, cioè il simbolo dell'imperatore.

Non sarà un Drago di fuoco, come hanno scritto alcuni, ma un drago di acqua (l'ultimo anno del Drago di acqua è stato nel 1952, mentre l'ultimo anno del Drago di fuoco è stato nel 1976, il prossimo cadrà nel 2024).

Nell'astrologia cinese l'acqua viene associata all'astro di Mercurio.

Drago di d'acqua - Anni 1952 e 2012

Come sarà il 2012, l'anno del Drago?

"L'acqua calma il fuoco del Drago. I Draghi di acqua non si infervorano e riescono a cogliere nuove prospettive. Possono cambiare idea e cercano di rendere partecipi gli altri".

" Il Drago (  ) è l'unica creatura mitologica dello Zodiaco cinese. In Cina, i draghi sono associati alla forza, alla salute, all'armonia e alla fortuna; vengono posti al di sopra delle porte o sui tetti per bandire i demoni e gli spiriti maligni.

È vistoso, attraente e pieno di forza e vitalità. In Cina, il Drago è il simbolo del potere e della ricchezza.

Durante gli anni del Drago sono nati più bambini rispetto agli altri anni." 

Anche in occidente, il drago riscuote simpatie. Uno dei fumetti manga più apprezzati in occidente è Dragon Ball (Le sfere del Drago). Oppure, possiamo pensare ai giochi di ruolo: Dungeons & Dragons (Labirinti e Draghi). O ai videogiochi: Dragon's Lair (Le terre del Drago). E il drago Denver? A chi non suscita simpatia?

Il simbolo di Milano (dei Visconti) è un biscione, cioè un drago con il corpo di serpente, che ritroviamo nell'Inter, nell'Alfa Romeo e persino sul logo di Mediaset.

Il drago è una creatura mitologica che ha fascino e affascina.

Il nostro calendario (Gregoriano) occidentale è solare, cioè basato sul ciclo delle stagioni. L'anno si compone di 12 mesi di durate diverse (da 28 a 31 giorni), per un totale di 365 o 366 giorni.

Il calendario cinese è, invece, un calendario luni-solare, che incorpora elementi sia dei calendari solari che di quelli lunari, usato anticamente dall'Impero Cinese e da molti altri popoli dell'Asia.

Al giorno d'oggi la Repubblica popolare cinese e la maggior parte dell'Asia orientale adottano ufficialmente il calendario gregoriano; il suo "antenato", il calendario giuliano, era già conosciuto e utilizzato in Cina fin dai tempi di Marco Polo.

L'antico calendario cinese continua tuttavia ad essere osservato soprattutto per le festività.

L'inizio di ogni mese avviene ad ogni fase di luna nuova(novilunio), cioè nel momento della congiunzione fra la Luna e il Sole, ovvero quando la Luna è completamente invisibile.

Poiché nel calendario cinese, i mesi iniziano con il novilunio, la data d'inizio del primo mese (e del primo mese dell'anno, cioè di Capodanno), può variare di circa 29 giorni, venendo a coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d'inverno, evento che può avvenire fra il 21 gennaio ed il 19 febbraio del nostro calendario.

Quest'anno cadrà il 23 gennaio quando Sole e Luna passeranno dal segno del Capricorno al segno dell'Acquario.

Il nostro zodiaco è composto da 12 segni zodiacali, che rappresentano uomini, simboli o animali. Lo zodiaco cinese, invece, è composto da 12 animali.

Il nostro sistema zodiacale prevede 4 elementi e 7 pianeti, mentre lo zodiaco cinese prevede 5 elementi che corrispondono a 5 pianeti.

  • Legno, dominato da Giove:
  • Fuoco, dominato da Marte:
  • Terra, dominato da Saturno:
  • Metallo o Oro, dominato da Venere:
  • Acqua, dominato da Mercurio:

Restano esclusi quindi due astri: Sole e Luna. I più attenti, però, avranno notato che lo zodiaco cinese è luni solare, quindi, i due astri luminari sono compresi nel loro sistema simbolico.

Così che avviene anche nell'astrologia occidentale, dove ogni astro prende il suo influsso dalla luce solare o lunare e pertanto Sole e Luna son detti luminari.

Come sarà l'anno del Drago?

Come anticipato, secondo il nostro zodiaco occidentale, Giove nel 2012 passerà dal Toro ai Gemelli, segno a cui associamo Mercurio (Mercurio è associato anche alla Vergine, in cui, come Gemelli, Mercurio ha il suo domicilio).

Per lo zodiaco cinese, sarà un anno di Mercurio. Una coincidenza?

Se il 2011 è per lo zodiaco cinese un anno di Venere (metallo) poi noi è l'anno del Toro (Giove è in Toro), segno dominato da Venere. Allo stesso modo, per noi il 2012 sarà l'anno dei Gemelli, mentre per lo zodiaco cinese sarà l'anno di Mercurio.

Il 2013, per lo zodiaco cinese, non comporterà un passaggio di elemento (o meglio di pianeta) che avverrà nel 2014. Si passerà da Mercurio a Giove. Giove in occidente ha domicilio in Pesci e si eleva in Cancro (ha domicilio anche in Sagittario), entrambi segni di acqua. Il 2014 presenterà Giove e Saturno in un segno di acqua...

Un'ultima curiosità, a proposito di oroscopo 2012, ma anche di calendari maya e di fine del mondo.

serpenteIn molte raffigurazioni troviamo il drago intento a "mangiarsi la coda" ed a formare un cerchio.

L'Ouroboros (o Uroborus) E 'un antico simbolo che raffigura un serpente o drago mangia la coda. Viene dal greco oura (greco οὐρά) che significa "coda" e Boros (greco βόρος) che significa "mangiare", quindi "colui che mangia la coda."

 Ouroboros spesso rappresenta la ciclicità, soprattutto nel senso di qualcosa che ha la capacità di ricreare continuamente se stessa, l' eterno ritorno e altre cose percepite come cicli che ricominciano non appena terminati. Può anche rappresentare l'idea di unità primordiale legata a qualcosa di esistente o preesistente prima dell'inizio, con una forza tale o  qualità che non può essere spenta.

L'anno del Drago è associato al simbolo della divisione dell'anno .

Alla fine del 2012, con il passaggio al 2013, ci sarà, invece l'anno del Serpente.

Che la fine del 2012 simboleggi l'inizio di un nuovo ciclo?

Il termine Drago è controverso. Deriva dal latino draco(nominativo), draconem (accusativo), a sua volta proveniente dal greco δράϰων (drakon), con l'omologo significato di serpente.

Per altri, il nome drago significa “dall’acuta vista”. Deriva dal latino draco, che a sua volta deriva dal greco drákÿn, termine che ha origine nelle parole greche derkein, dérkomaiche significano vedere, fissare con lo sguardo.

Ritenuto un simbolo di profezia e saggezza, da sempre è posto a guardia di templi e immensi tesori.

È raffigurato come un grande animale dal corpo di serpente o comunque di rettile (lungo fino a cento chilometri). È stato per lungo tempo un simbolo di buon auspicio, in contrasto con il Drago Occidentale, raffigurato su due zampe e considerato una creatura malvagia e pericolosa.

Il Drago Orientale è l'incarnazione del concetto di yang (cioè bene) associato all'acqua, e quindi è portatore di pioggia e acqua in generale. I cinesi pregavano il drago nei momenti di siccità e lo consideravano il loro padre e quando l'imperatore moriva, si credeva che il suo spirito si tramutasse in un lungo dragone.

 

Di ginoseravalle - Pubblicato in : società - Community : Sapere 2.0
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Sunday 22 january 2012 7 22 /01 /Gen /2012 11:33
 
Flow my Tears is a lute song (specifically, an "ayre") by the accomplished lutenist and composer
Originally composed as an instrumental under the name Lachrimae pavane in 1596, it is Dowland's
most famous ayre,[1]and became his signature song, literally as well as metaphorically: he would
occasionally sign his name "Jo. Dolandi de Lachrimae".

Like others of Dowland's lute songs, the piece's musical form and style are based on a dance, in this case the pavan. It was first published in The Second Booke of Songs or Ayres of 2, 4. and 5. parts (London, 1600). The song begins with a falling tear motif, starting on an A and descending to an E by step on the text "Flow my tears". This may have been borrowed from an Orlande de Lassus motet or Luca Marenzio madrigal,(this type of motif was common in Elizabethan music to signify grief) in addition to other borrowings in the piece.[2] Anthony Boden calls the song "probably the most widely known English song of the early 17th century."[3]

 

There have been many instrumental versions of this song, most entitled Lachrimae (or Lachrymae,
literally "tears"). In this case the instrumental version was written first, asLachrimae pavane in 1596,
and lyrics were later added.[1] It is believed that the text was written specifically for the music, and
may have been written by Dowland himself.[4]Lachrimae exists in over 100 manuscripts and printings
in different arrangements for ensemble and solo.[2] The Lachrimaes tend to be much more abstract
than other music based on dance forms of the time, and do not completely follow the structure of the
standard pavan in terms of length of phrases; they are also more contrapuntal.[2]Instrumental versions
by Dowland include Lachrimae for lute, Galliard to Lachrimae for lute and Lachrimae antiquae (1604)
for consort. Dowland also published Lachrimae, or Seaven Teares (London, 1604), a collection of
consort music which included a cycle of seven Lachrimae pavans based on the falling tear motif. 
Thomas Morley set the "Lachrimae Pauin" for the six instruments of a 'broken consort' in his First
Booke of Consort Lessons (London, 1599).Other composers have written pieces based on the work,
including Jan Pieterszoon Sweelinck[5] and Thomas Tomkins,[6] while John Danyel's Eyes, look no
more pays clear homage to the piece,[7] as does John Bennet's Weep, O Mine Eyes.[8] 
In the 20th century, American composer and conductor Victoria Bond wrote "Old New Borrowed
Blues (Variations on Flow my Tears)".[9] Benjamin Britten quotes the incipit of Flow My Tears in his 
Lachrymae for Viola, a set of variations on Dowland's ayre If My Complaints Could Passions Move.
In 2006, the British electronic music group Banco de Gaia produced a vocoded version called 
"Flow my Tears, the Android Wept".[10]Lachrimae became one of the favorite improvisational themes
of the 16th and 17th Century. As they have not been preserved in written form, nearly all versions
have been consigned to oblivion.

[edit]Lyrics

Flow, my tears, fall from your springs!
Exiled for ever, let me mourn;
Where night's black bird her sad infamy sings,
There let me live forlorn.

Down vain lights, shine you no more!
No nights are dark enough for those
That in despair their lost fortunes deplore.
Light doth but shame disclose.

Never may my woes be relieved,
Since pity is fled;
And tears and sighs and groans my weary days
Of all joys have deprived.

From the highest spire of contentment
My fortune is thrown;
And fear and grief and pain for my deserts
Are my hopes, since hope is gone.

Hark! you shadows that in darkness dwell,
Learn to contemn light
Happy, happy they that in hell
Feel not the world's despite.

[edit]References

  • Boden, Anthony. Thomas Tomkins: The Last Elizabethan. Ashgate Publishing Limited, Aldershot, 
  • England, 2005. ISBN 0-7546-5118-5
  • Sam di Bonaventura, Barbara Jepson, and Adrienne Fried Block. "Victoria Bond", 
  • Grove Music Online, ed. L. Macy (accessed October 28, 2006), grovemusic.com(subscription 
  • access).
  • David Brown. "John Bennet (i)", Grove Music Online, ed. L. Macy (accessed November 5, 2006), 
  • grovemusic.com (subscription access).
  • David Greer. "Air (2)", Grove Music Online, ed. L. Macy (accessed October 28, 2006), 
  • grovemusic.com (subscription access).
  • Christopher Hogwood. Preface to Dowland: Keyboard music. Edition HH, Bicester, England, 2005. 
  • Accessed December 16, 2007. HH website.
  • Peter Holman. Dowland, Lachrimae (1604). Cambridge University Press, 1999. 
  • ISBN 0-5215-8829-4
  • Peter Holman with Paul O'Dette. "John Dowland", Grove Music Online, ed. L. Macy 
  • (accessed October 28, 2006), grovemusic.com (subscription access).
  • Timothy Roberts. For the home keyboardist, review of Hogwood, Dowland: Keyboard music
  • Early Music, May 2006, p. 311-313. Oxford journals.
  • David Scott and David Greer. "John Danyel", Grove Music Online, ed. L. Macy (accessed 
  • October 28, 2006), grovemusic.com (subscription access).
  • The Oxford History of English Music: Volume 1: From the Beginnings to c.1715 ed. John Caldwell. 
  • Oxford University Press, Oxford, 1991. ISBN 0-19-816129-8.

 

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